{"id":334,"date":"2024-04-18T19:44:30","date_gmt":"2024-04-18T17:44:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/?p=334"},"modified":"2024-04-22T18:57:06","modified_gmt":"2024-04-22T16:57:06","slug":"case-green-quali-sono-i-programmi-allo-studio-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/case-green-quali-sono-i-programmi-allo-studio-in-italia\/","title":{"rendered":"Case green, quali sono i programmi allo studio in Italia"},"content":{"rendered":"<p>Dopo\u00a0l\u2019approvazione della\u00a0direttiva sulle case green\u00a0da parte del Consiglio Ecofin, si comincia a parlare delle possibili soluzioni da adottare per fronteggiare i costi legati agli interventi necessari ad attuare quanto previsto dal provvedimento. Lo stesso ministro dell\u2019Economia, Giancarlo Giorgetti, ha subito posto il problema di chi paga. Le stime del Centro studi di Unimpresa diffuse immediatamente dopo il via libera parlano di\u00a0un conto da 270 miliardi di euro per gli immobili italiani. Alla luce di ci\u00f2, ci si domanda quali possano essere i programmi e le soluzioni allo studio in Italia. I piani potrebbero riguardare delle\u00a0detrazioni per i redditi alti\u00a0e dei\u00a0contributi diretti dello Stato per i redditi bassi.<\/p>\n<p><strong>Case green, possibili bonus in vista?<\/strong><\/p>\n<p>Ad offrire delle primissime indicazioni \u00e8 stato il ministro dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica,\u00a0<strong>Gilberto Pichetto Fratin<\/strong>, intervistato dal\u00a0Corriere della Sera\u00a0all\u2019indomani dell\u2019approvazione della direttiva sulle case green (Energy performance of buildings directive, Epbd).<\/p>\n<p>Il ministro dell\u2019Ambiente, ricordando l\u2019esperienza definita \u201cdisastrosa\u201d del superbonus 110 per cento, ha spiegato che verr\u00e0 fatto \u201cquello che sar\u00e0 possibile e compatibile con la finanza pubblica\u201d. Entrando poi nello specifico dei\u00a0<strong>possibili strumenti da utilizzare<\/strong>, Pichetto Fratin ha parlato di\u00a0<strong>strumenti fiscali per i contribuenti che hanno redditi elevati<\/strong>, quindi una detrazione con aliquota da definire, e di un possibile\u00a0<strong>contributo diretto dello Stato per chi ha redditi bassi<\/strong>; mentre per gli edifici pubblici ha menzionato la possibilit\u00e0 di coinvolgere le Esco, societ\u00e0 che finanziano gli interventi e per un po\u2019 si tengono il risparmio energetico, e di usare il Conto termico del Gestore dei servizi energetici (Gse).<\/p>\n<p>Il ministro dell\u2019Ambiente ha poi sottolineato la necessit\u00e0 di dare gli incentivi \u201calle cose che servono: pompe di calore, cappotti, doppi vetri. E al fotovoltaico, che comunque produce risparmi importanti\u201d.<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019intervista rilasciata al\u00a0Corriere della Sera, Pichetto Fratin ha inoltre affermato che \u201cil governo condivide in pieno gli obiettivi di decarbonizzazione\u201d, aggiungendo: \u201cSappiamo che i fabbricati sono una delle principali cause delle emissioni di CO2 e che dobbiamo intervenire. Ci metteremo al lavoro sul Piano nazionale di ristrutturazione edilizia previsto dalla direttiva europea, ma lo facciamo guardando agli obiettivi finali europei del 2050 sul climate change\u201d. Per quanto riguarda gli obiettivi intermedi del 2030 e 2033, il ministro dell\u2019Ambiente ha detto: \u201cCercheremo di stare anche dentro quegli obiettivi ma, per quanto il testo della direttiva sia migliorato, dobbiamo essere realisti. Per noi sono obiettivi difficili, anzi, diciamo pure impossibili\u201d.<\/p>\n<p><strong>Case green, cosa prevede la direttiva<\/strong><\/p>\n<p>La\u00a0<strong>direttiva sulle case green<\/strong>\u00a0approvata in via definitiva dal Consiglio Ecofin prevede zero emissioni dal 2030 per i\u00a0<strong>nuovi edifici residenziali<\/strong>; zero emissioni dal 2028 per i\u00a0<strong>nuovi edifici non residenziali<\/strong>; una riduzione dell\u2019energia primaria media utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035 per gli\u00a0<strong>edifici residenziali non di nuova costruzione<\/strong>; la ristrutturazione del 16% degli\u00a0<strong>edifici non residenziali con le peggiori prestazioni\u00a0<\/strong>entro il 2030 e del 26% entro il 2033. L\u2019obiettivo finale \u00e8 quello di avere un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i\u00a0<strong>pannelli solari<\/strong>, i nuovi edifici pubblici avranno l\u2019obbligo di installazione e tale obbligo sar\u00e0 progressivo dal 2026 al 2030. Si dovranno inoltre mettere in campo strategie, politiche e misure nazionali per l\u2019installazione negli edifici residenziali.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le\u00a0<strong>caldaie a gas<\/strong>, dal 2025 verranno aboliti gli incentivi per le caldaie autonome a combustibili fossili ed entro il 2040 i Paesi dovranno abbandonare le caldaie a combustibili fossili.<\/p>\n<p>Dall\u2019entrata in vigore della direttiva, i Paesi membri avranno due anni di tempo per recepire il provvedimento e per presentare a Bruxelles i propri piani con indicato il modo in cui vogliono raggiungere gli obiettivi previsti.<\/p>\n<p><strong>Case green, quali sono i costi<\/strong><\/p>\n<p>In tema di costi, secondo le stime della Commissione europea\u00a0<strong>entro il 2030 serviranno 275 miliardi di euro di<\/strong> <strong>investimenti annui<\/strong>\u00a0per raggiungere gli obiettivi. Per i singoli Paesi non sono previsti finanziamenti dedicati, ma sar\u00e0 possibile attingere ai fondi Ue, come il Fondo sociale per il clima, il Recovery Fund e i Fondi di sviluppo regionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte: Idealista 18\/04\/2024<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ministro dell&#8217;Ambiente, intervistato dal Corriere della Sera, ha parlato di due possibili soluzioni: detrazioni per i redditi alti e contributi diretti dello Stato per i redditi bassi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":335,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[226,228,225,227,206],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/334"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=334"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/334\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":337,"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/334\/revisions\/337"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/335"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=334"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=334"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=334"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}