{"id":416,"date":"2025-09-11T20:19:00","date_gmt":"2025-09-11T18:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/?p=416"},"modified":"2025-09-30T11:46:03","modified_gmt":"2025-09-30T09:46:03","slug":"tassi-bce-invariati-cosa-cambia-per-i-mutui-casa-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/tassi-bce-invariati-cosa-cambia-per-i-mutui-casa-in-italia\/","title":{"rendered":"Tassi Bce invariati, cosa cambia per i mutui casa in Italia"},"content":{"rendered":"<p><strong>La Bce lascia i tassi invariati: i motivi legati a crescita e inflazione<\/strong><\/p>\n<p>Il Consiglio direttivo ha deciso oggi di mantenere\u00a0<strong>invariati i tre tassi di interesse\u00a0<\/strong>di riferimento della BCE, &#8211; si legge nella nota relativa. &#8211; L\u2019inflazione si attesta attualmente intorno all\u2019obiettivo di medio termine del 2% e la valutazione delle prospettive di inflazione condotta dal Consiglio direttivo resta pressoch\u00e9 invariata.<\/p>\n<p>Le nuove proiezioni degli esperti della BCE tracciano un quadro dell\u2019inflazione simile a quello dell\u2019esercizio previsivo di giugno. Ne emerge che\u00a0<strong>l\u2019inflazione complessiva<\/strong>\u00a0si collocherebbe in media al 2,1% nel 2025, all\u20191,7% nel 2026 e all\u20191,9% nel 2027; l\u2019inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe in media al 2,4% nel 2025, all\u20191,9% nel 2026 e all\u20191,8% nel 2027.\u00a0L<strong>\u2019economia dovrebbe crescere dell\u20191,2% nel 2025,<\/strong> con una correzione al rialzo rispetto allo 0,9% atteso a giugno. La crescita prevista per il 2026 risulta ora lievemente inferiore, all\u20191,0%, mentre per il 2027 resta invariata, all\u20191,3%.<\/p>\n<p>Il Consiglio direttivo \u00e8 determinato ad assicurare che l\u2019inflazione si stabilizzi sull\u2019obiettivo del 2% a medio termine. Per definire l\u2019orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio direttivo seguir\u00e0 un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonch\u00e9 della dinamica dell\u2019inflazione di fondo e dell\u2019intensit\u00e0 della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Tassi Bce e mutui casa: il commento di idealista\/mutui<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa BCE non si \u00e8 discostata dalle attese e ha mantenuto i tassi invariati, &#8211; riassume <strong>il\u00a0responsabile di idealista\/mutui, Fabio Femiani,<\/strong> &#8211; trasmettendo un messaggio di cautela di fronte ai rischi inflazionistici che potrebbero emergere in futuro ed evitando un taglio a breve termine che rischierebbe di dover essere corretto nei mesi successivi, se i dazi dovessero portare tensione sui livelli della domanda di beni e consumi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cosa aspettarsi dai movimenti futuri dei tassi sui mutui?<\/strong>\u00a0\u201cNon ci aspettiamo grossi impatti sull\u2019Euribor nel breve termine, pertanto chi ha un mutuo a tasso variabile non percepir\u00e0 grossi cambiamenti sulla propria rata. Al contrario andr\u00e0 monitorata con pi\u00f9 cautela la dinamica dell\u2019IRS che, specialmente sulle lunghe durate, ha evidenziato una graduale e costante correzione al rialzo con una crescita di 65 bps da inizio anno\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come reagiranno le banche?\u00a0<\/strong>\u201cL\u2019attuale livello dei tassi, unito alla forte competizione tra le banche, rende le offerte sui mutui ancora molto interessanti per i consumatori, soprattutto sui prodotti destinati a finanziare l\u2019acquisto di immobili di classe energetica \u201cgreen\u201d con proposte che rimangono ancora al di sotto del 3%\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quanto costano i mutui casa dopo la Bce<\/strong><\/p>\n<p>Data la decisione della Bce di lasciare i tassi invariati, la situazione dei mutui casa resta costante, al netto delle offerte delle singole banche. In particolare, per chi ha un mutuo\u00a0<strong>a tasso variabile<\/strong>\u00a0indicizzato all\u2019Euribor 1 o 3 mesi beneficer\u00e0 di\u00a0<strong>rate pi\u00f9 basse<\/strong>\u00a0(per un variabile a 30 anni con spread allo 0,75%,\u00a0<strong>da 1026 \u20ac a 811 \u20ac al mese\u00a0<\/strong>da gennaio a oggi, con un tasso sceso all\u20191,95%, per un\u00a0<strong>risparmio annuo di 2.580 \u20ac<\/strong>); chi ha un tasso fisso vedr\u00e0 in media rate stabili ma pi\u00f9 alte rispetto a inizio anno (30 anni con spread allo 0,50%, rata di 856 euro al mese rispetto agli 843 di gennaio); per i\u00a0<strong>nuovi mutui\u00a0<\/strong>la riduzione dei tassi di giugno rende ancora\u00a0<strong>pi\u00f9 interessante il variabile<\/strong>, finora poco scelto rispetto al fisso. D\u2019altro canto, <strong>le\u00a0banche<\/strong>\u00a0potrebbero vedere\u00a0<strong>ridotti i guadagni\u00a0<\/strong>sui conti correnti non remunerati, con possibili conseguenze su futuri tassi dei mutui.<\/p>\n<p><strong>Bce, i commenti degli esperti<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCome previsto,\u00a0la\u00a0Bce\u00a0ha adottato una modalit\u00e0 \u201cwait-and-see\u201d,\u00a0&#8211; <strong>commenta Kaspar Hense, Senior Portfolio Manager, RBC BlueBay<\/strong>. &#8211;\u00a0Sebbene il rischio di pressioni inflazionistiche derivanti dalla deglobalizzazione, da dazi pi\u00f9 elevati e da un mercato del lavoro teso giustifichi per il momento il mantenimento dei tassi stabili,\u00a0la riduzione delle aspettative di inflazione, evidenziata dal ribasso della previsione di lungo periodo al 2027 sotto il target del 2% (ora 1,9%), segnala che potrebbe esserci un ulteriore taglio prima di raggiungere il livello neutrale. Per il futuro, ci aspettiamo che questa posizione continui: la traiettoria dell\u2019inflazione indica pressioni molto pi\u00f9 basse nei prossimi 12 mesi. Pur con un mercato del lavoro che probabilmente rester\u00e0 teso, la crescita rimane fiacca e l\u2019inflazione headline anticipa l\u2019inflazione core, mentre le richieste salariali dovrebbero continuare a diminuire. Rimane inoltre un punto interrogativo sul\u00a0<strong>tasso naturale di disoccupazione<\/strong>, che potrebbe risultare pi\u00f9 basso in futuro a causa dell\u2019invecchiamento della popolazione europea.\u00a0\u00a0Con questo quadro, l\u2019ultimo tratto del percorso potrebbe essere vicino alla conclusione. Di conseguenza,\u00a0ci aspettiamo che Lagarde mantenga un atteggiamento molto neutrale durante la conferenza stampa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa decisione della\u00a0BCE\u00a0di mantenere invariati i tassi di interesse \u00e8 coerente con un contesto globale incerto, segnato dalle tensioni geopolitiche e dall\u2019impatto dei dazi commerciali, &#8211; commenta\u00a0<strong>Simone Capecchi di Crif.<\/strong> &#8211; Nonostante ci\u00f2, il mercato del credito italiano ha dato segni di ripresa negli ultimi mesi, cos\u00ec come la fiducia da parte delle famiglie. Infatti, mentre la domanda di prestiti ha mostrato una relativa stabilit\u00e0 nel nostro Paese, quella dei mutui \u00e8 aumentata del +20% nei primi sei mesi del 2025 rispetto all\u2019anno precedente. Un valore che continua a essere influenzato positivamente dal fenomeno delle surroghe (+63,2% nel I trimestre 2025 vs I trimestre 2024), e che ha indotto molte famiglie a passare a un mutuo meno oneroso e prevalentemente a tasso fisso. Andando pi\u00f9 nel dettaglio, nei soli mesi di luglio e agosto, il numero di richieste ha registrato rispettivamente un aumento\/diminuzione del 9,8% e 7,8%. Nei prossimi mesi ci aspettiamo una crescita graduale ripresa nell&#8217;accesso al credito da parte delle famiglie che, pur con un potere d&#8217;acquisto non ancora pienamente ristabilito, torneranno a finanziare i loro progetti di vita, dimostrando una notevole resilienza anche in questo scenario complesso. Pi\u00f9 in generale, la diffusione dei mutui a tasso fisso, un indebitamento familiare contenuto e la presenza di riserve di liquidit\u00e0 saranno fattori chiave per contenere eventuali effetti dalle tensioni commerciali. Questa resilienza, anche in un contesto globale fortemente instabile, rimane comunque un segnale molto positivo per il mercato\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl mancato taglio dei tassi di interesse rappresenta una notizia negativa per milioni di famiglie che hanno acceso un mutuo a tasso variabile, &#8211; afferma il\u00a0<strong>Codacons<\/strong>, commentando la decisione odierna della\u00a0Bce. &#8211; Si tratta del terzo mancato calo consecutivo, dopo il trend di ribassi avviato a giugno2024. Una decisione quella della\u00a0Bce\u00a0che arriva proprio quando in Italia si assiste ai primi aggiustamenti al rialzo dei tassi sui finanziamenti praticati alle famiglie. I tassi di interesse sui mutui effettivamente praticati alle famiglie sono passati dal 3,50% dello scorso gennaio al 3,61% di luglio (dati Bankitalia), con un incremento del +0,11% da inizio 2025, pari ad un maggior esborso da +120 euro all\u2019anno su un mutuo da 150mila euro a 30 anni &#8211; analizza il Codacons \u2013 Il mancato taglio da parte della\u00a0Bce\u00a0potrebbe influire negativamente sull\u2019andamento del mercato, e accelerare la crescita dei tassi con conseguenze dirette sulle tasche di milioni di italiani\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il mercato dei mutui e le politiche Bce<\/strong><\/p>\n<p>FABI analizza il mercato dei mutui a partire dalle decisioni di politica monetaria Bce intraprese da giugno 2024, evidenziando una crescita dei volumi ma anche una maggiore prudenza delle banche nel difendere i margini di profitto.<\/p>\n<p>\u201cCon i tagli dei tassi decisi dalla Banca centrale europea a partire da giugno 2024, i mutui nel nostro Paese sono tornati a crescere, con\u00a0<strong>oltre 12 miliardi di euro di incremento\u00a0<\/strong>negli ultimi 12 mesi, ma la trasmissione della politica monetaria dalle banche alle famiglie si \u00e8 arrestata, &#8211; analizzano gli esperti. &#8211; Dalle banche, dunque, un miliardo al mese in pi\u00f9, per consentire agli italiani di comprare casa. Ma, se\u00a0<strong>da gennaio 2024 gli istituti di credito avevano addirittura anticipato la discesa del costo del denaro<\/strong>, da settembre dello stesso anno i tassi applicati sui nuovi mutui si sono stabilizzati ben al di sopra dei livelli del tasso di riferimento della Bce, fermandosi tra il 3,6% e il 3,9% nonostante i tassi ufficiali siano scesi al 2%. Il differenziale tra tasso Bce e interessi bancari, nei nostri confini, resta superiore a 1,6 punti percentuali, segno che qualcosa si \u00e8 interrotto nella cinghia di trasmissione della politica monetaria. L\u2019ultimo dato, di luglio scorso, segna la\u00a0<strong>media del taeg (tasso annuo effettivo globale) al 3,61%<\/strong>:\u00a0ne consegue che lo \u201cspread\u201d tra tasso Bce e interessi bancari \u00e8 a quota 161 punti base rispetto al livello \u201czero\u201d di settembre 2024. Vuol dire che banche hanno di fatto smesso di trasferire alla clientela i benefici derivanti dalla riduzione del costo del denaro, preferendo\u00a0<strong>preservare i margini di profitto<\/strong>. Tra le cause, la prudenza degli istituti di credito per il quadro macroeconomico internazionale ancora incerto, la volont\u00e0 degli istituti di credito di voler mantenere ancora alto il margine d\u2019interesse (cio\u00e8 il guadagno legato ai prestiti) e la debolezza della domanda da parte della clientela.\u00a0<strong>Una situazione che, di fatto, limita l\u2019efficacia della politica espansiva della Bce<\/strong>\u00a0e penalizza soprattutto le famiglie pi\u00f9 vulnerabili, limitando l\u2019accesso al credito e rallentando la ripresa economica. In ogni caso, il mercato dei finanziamenti per la casa \u00e8 ripartito: dopo un lungo periodo di frenata dovuta all\u2019impennata del costo del denaro, lo stock dei mutui alle famiglie ha mostrato segnali di ripresa a partire da met\u00e0 dello scorso anno: dai 423,1 miliardi di euro registrati a luglio 2024 \u2013 tra i livelli pi\u00f9 bassi degli ultimi due anni \u2013 il volume \u00e8 salito progressivamente, raggiungendo i 435,1 miliardi a luglio 2025. U<strong>n\u00a0incremento di oltre 12 miliardi in dodici mesi\u00a0<\/strong>che segna un\u2019inversione di tendenza netta rispetto alla fase di contrazione registrata tra fine 2022 e inizio 2024, quando l\u2019inasprimento dei tassi da parte dell\u2019Eurotower aveva congelato il mercato dei mutui\u201d.<\/p>\n<p>Tassi Bce, il calendario delle decisioni di politica monetaria<\/p>\n<p>Ecco le date delle prossime riunioni Bce durante le quali l\u2019istituto di Francoforte potrebbe decidere\u00a0nuove variazioni nei tassi di interesse:<\/p>\n<ul>\n<li>30 ottobre 2025<\/li>\n<li>18 dicembre 2025<\/li>\n<\/ul>\n<p>Fonte: Idealista 11\/09\/2025<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Bce conferma i tassi di interesse lasciandoli invariati. La riunione dell\u201911 settembre 2025 ha visto la conferma del tasso sui depositi al 2%, di quello sui rifinanziamenti principali al 2,15% e di quello sui prestiti marginali al 2,40%. I commenti di idealista\/mutui e degli esperti finanziari su quali saranno le conseguenze sui mutui casa in Italia.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":417,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[317,322,319,208,320,321,318],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/416"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=416"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/416\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":418,"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/416\/revisions\/418"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/417"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=416"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=416"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.immobiliarista.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=416"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}